Il PD, Pinotti, Scanu, Calipari, conservatori, pro lobby ed antieuropei sui DIRITTI dei Militari, sorpassato ancora da una proposta di FI sul SINDACATO per i MILITARI presentata dall’ On. Palmizio.

A cura di Assodipro Nazionale
Proposta veramente innovativa, progressista, democratica, al passo con i tempi ed in sintonia con le recenti sentenze della CEDU presentata dall’ On. Palmizio di FI mentre autorevoli membri del PD in Commissione Difesa e lo stesso Ministro Difesa,sono fermi, sordi antistorici e conservatori rispetto a diverse aree politiche che si sono già espresse in tema di DIRITTI SINDACALI per i MILITARI. 
Il ministro difesa PINOTTI si ricorda di essere anche un parlamentare PD in rare occasioni ( primarie in Liguria ) , è attentissima ai problemi dell’industria militare mentre  sul tema dei diritti continua un imbarazzante silenzio anche dopo la recente sentenza della CEDU.
L’On Calipari solo poco tempo fa è arrivata ad affermare, come lo stesso ministro Pinotti, che in Italia i Militari hanno un sistema di rappresentanza adeguato (!) . 
L’on. Scanu attivo su altri importanti temi della Difesa, dove assume posizioni condivisibili ( autonomia e controllo del parlamento sulle spese militari ) attaccando certe lobby ( industria armamenti) , è molto, troppo distratto sul tema dei Diritti  favorendo  altre Lobby, in certi casi quelle che critica su altri temi,  che vogliono mantenere i Militari nel limbo dei DIRITTI DEMOCRATICI. 
Questo accade nel partito di maggioranza di Governo che è lo stesso partito che, nelle ultime elezioni politiche, aveva messo nel programma elettorale i diritti sindacali dei militari e che quotidianamente parla di ” riforme ” !

Prendiamo atto che l’On. PALMIZIO Elio Massimo di Forza Italia, ha presentato una tra le proposte più interessanti sul DIRITTO SINDACALE per i MILITARI depositate in parlamento negli ultimi tempi; 

Proposta di legge n. 2776  :“ DISCIPLINA DELLA RAPPRESENTANZA SINDACALE DEL PERSONALE DELLE FORZE ARMATE E DEI CORPI DI POLIZIA AD ORDINAMENTO MILITARE “.  La proposta prevede la fine del sistema attuale della Rappresentanza Militare e dei CoCeR Sindacati Gialli affermando , in premessa del testo :  “È giunto pertanto il momento, anche in Italia, di superare i limiti esistenti in materia di tutela e di promozione della condizione militare per proiettarsi in una dimensione europea –   con uno strumento che possa garantire, nel rispetto del diritto dell’Unione europea (CEDU e convenzione), e in linea con le recentissime sentenze,  libertà di associazione e la piena realizzazione dei diritti di natura sindacale ai militari, nonché in conformità alle consolidate esperienza, legislazione e giurisprudenza europee che impongono anche al nostro Paese un adeguamento della normativa in tema di rappresentanza degli interessi collettivi dei cittadini militari. Il testo è composto da sedici articoli. L’articolo 1 afferma il diritto dei militari ad associarsi in sindacati e organizzazioni professionali che hanno principalmente il compito di trattare la tutela individuale e collettiva dei militari e di formulare pareri e proposte su leggi e su regolamenti, nonché di fornire consulenza agli organismi delle rappresentanze unitarie di base, sia nella fase di predisposizione delle piattaforme contrattuali, sia nella fase della contrattazione e concertazione ai vari livelli.
  L’articolo 2 disegna le facoltà e i limiti della delibazione sindacale specificando che gli appartenenti alle Forze armate e ai corpi di polizia ad ordinamento militare non esercitano il diritto di sciopero o azioni analoghe che possano pregiudicare il servizio
L’articolo 3 stabilisce che sono le associazioni sindacali a detenere il potere di contrattazione nazionale e decentrata. L’articolo 4 stabilisce che i sindacati nazionali delle Forze armate e delle polizie ad ordinamento militare partecipano alle attività di concertazione e di contrattazione anche a livello locale.   
ART. 1. (Diritto di associazione sindacale dei militari). 1. In attuazione degli articoli 39 e 52 della Costituzione, e in conformità agli articoli 11 e 14 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950, e successive modificazioni, resa esecutiva dalla legge 4 agosto 1955, n. 848, è riconosciuto agli appartenenti alle Forze armate e ai corpi di polizia ad ordinamento militare il diritto di associarsi in sindacati e in organizzazioni professionali. Essi non possono iscriversi a sindacati diversi da quelli specificamente istituiti per il personale militare, né assumere la rappresentanza di altre categorie di lavoratori. 2. I sindacati e le organizzazioni professionali formati ai sensi del comma 1 sono diretti e rappresentati da appartenenti, rispettivamente, all’Esercito, all’Aeronautica militare e alla Marina militare, all’Arma dei carabinieri e al Corpo della guardia di finanza in attività di servizio o comunque assoggettabili ad obblighi di servizio. L’adesione è libera, volontaria e individuale”. 
Nella prefazione della Proposta di legge ( a pagina 2 ) si legge, tra l’altro, quello che noi di ASSODIPRO, scriviamo da anni : “La pesante crisi economica e le conseguenti scelte adottate in questi anni, con tagli e interventi restrittivi sul piano retributivo, hanno colpito in modo rilevante il comparto difesa e sicurezza, determinando forti preoccupazioni e disagio che richiedono oggi una risposta anche in tema di diritti “ . 




Related Posts

About The Author

Contatta la Sezione o Unità Coordinata a Te più vicina!Inviaci una e-mail o telefona per avere maggiori informazioni.

Militariassodipro.org
Vuoi le nostre news nella tua casella di posta?

Iscriviti alla nostra mailing list per ottenere informazioni interessanti e aggiornamenti.

Grazie per la sottoscrizione.

Qualcosa è andato storto.