LA SPESA PUBBLICA, ECCO COME TAGLIARE: DIAMO ADDOSSO E TAGLIAMO ANCORA MILITARI E DIPENDENTI PUBBLICI

Repubblica è uno dei più grandi quotidiani italiani e lo leggiamo e seguiamo con interesse insieme ad altri organi di informazione : quotidiani, televisivi o della rete. Non è neanche un mistero che Repubblica sia uno degli sponsor di un alleanza PD Monti per il prossimo governo. Stamattina ci ha molto colpito un editoriale, pubblicato in prima pagina, di Alberto Bisin che   è un economista italiano, professore di economia presso la New York University ed editorialista del quotidiano la Repubblica del portale lavoce.info.  si è laureato presso l'Università Bocconi nel 1987 sotto la supervisione del professor Mario Monti. Il Titolo è : “ La spesa pubblica, ecco come tagliare “. Il bocconiano professor Bisin, nell’articolo, dà dei suggerimenti su come risparmiare dal bilancio dello stato, senza riforme strutturali, 35-40 miliardi. Bisin guarda ai tagli della spesa pubblica e, tra gli altri suggerimenti scrive “ risparmi rilevanti sono possibili anche nelle spese per la Difesa che sono ben più elevate in relazione al Pil che in Germania o Spagna e sono aumentate di mezzo punto di Pil dal 2001. I risparmi sulla  difesa potrebbero ammontare a circa 4-5 miliardi, ma richiedono una riduzione soprattutto della spesa per il personale , 62% del totale in Italia contro il 48% della Germania ed il 45% della Francia “.
Intanto viene subito da fare una prima riflessione; Il professor Bisin smentisce quanto detto per un anno intero dal Ministro Di Paola al Parlamento per far approvare la sua pesantissima riforma “ revisione dello strumento militare “ che prevede il taglio di 50 mila posti di lavoro nella Difesa ( 40 mila militari e 10 mila civili) con gravi conseguenze lavorative, sociali, familiari ed economiche per migliaia di militari.
 Il Ministro di Paola ha detto, per la verità smentito da sindacati ed alcune voci libere della rappresentanza ( Bottacchiari del CoCeR AM ), rimaste inascoltate, che la spesa per il personale era del 70 % e ad esercizio ed investimenti andavano il 18 e 12 % delle spese ! ed ha recitato questa formula per un anno chiedendo di portare le spese ad una proporzione del 50-25-25, ottenendo il via libera alla sua legge delega anche con un Governo, al momento dell’approvazione,  ormai dimissionario. Inoltre ci sarebbe da chiedere al professor bocconiano e montiano Bisin se conosce i tagli al personale militare già approvati e se ne conosce anche le conseguenze sui lavoratori militari. Quando si parla di riduzione della spesa per la Difesa perché si parla solo di personale e non di finmeccanica e lobby collegate ? 
Bisin scrive anche : “ E’ ragionevole che un impresa sull’orlo della bancarotta, qual è lo Stato italiano  chieda dei sacrifici ai propri dipendenti ed ipotizza una RIDUZIONE DELLE RETRIBUZIONI DEI PUBBLICI DIPENDENTI  del 10 % che varrebbe 12 miliardi al netto dei contributi e potenzialmente circa 8 al netto delle imposte”. Al caro BocconianMontiamo Bisin ci sarebbe da chiedere : chi ha portato lo Stato italiano sull’orlo della bancarotta ? dipendenti pubblici e militari sono la causa dello sfascio economico europeo e nazionale ? vogliamo chiedere a loro, che sono già con retribuzioni tecnicamente bloccate ma praticamente ridotte, ancora sacrifici ? 
Rischiando di essere poco eleganti verrebbe da dire… ci avete rotto cari economisti BocconianMontiani e cari politici bocconianMontiani e politici proni alle direttive europee … ci avete rotto con le vostre analisi e cure sbagliate… ci avete stra-rotto se pensate ancora di far pagare dipendenti pubblici e militari ! La crisi e lo sfascio economico la pagassero coloro che l’anno provocata ( banche, economia speculativa, finanza spazzatura e scelte politiche completamente sbagliate ) .
E’ sempre utile leggere commenti, analisi e ipotesi, tanto più in periodo pre elettorale così da fare le giuste valutazioni ed auspicare una Rivoluzione Civile e democratica che rinnovi profondamente la politica ed i partiti guardando a provvedimenti equi e non più ai soliti noti ( dipendenti pubblici ) che hanno dato tantissimo e combattono, per colpa di certe teorie e scelte economiche, per arrivare a fine mese osservando un duro presente mentre non si garantisce un futuro neanche ai giovani sempre più precari, senza diritti e con futuro pensionistico oscuro o da futuri poveri. 
La crisi cominciate a pagarla voi che l’avete creata.
s.rullo@tin.it

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