Ministra Difesa PINOTTI, dire ad una donna militare con gravidanza a rischio “ è proprio necessario che resti a casa? hai gia 2 figli ! “ è mobbing ? è ignorare leggi ? è violenza psicologica, cos’è secondo lei ? Le donne militari hanno diritti o no ? i militari hanno diritti o devono pensare a gesti estremi come soluzione ?

ritorna come me in servizio, lo chiama il capo ufficio maggiorità e gli dice che un nuovo sottufficiale assegnato all’ufficio sta segnalando delle nostre irregolarità(???) al che chiede  di cosa si tratta e gli viene risposto che si tratta di congedo parentale, sicuri del fatto che non aveva commesso alcuna, non ne tiene tanto conto! Nel dicembre del 2016 mi viene negata la concessione dell’articolo 17 che avevo precedentemente presentato e che mi era stato concesso. …..ci rivolgiamo ad un avvocato! Che come prima cosa ci fa sapere che i giorni di Parentale ci spettano, che sono stati loro a sbagliare pagandoceli di loro iniziativa, tant’è  che c’era stata una comunicazione della maggiorità, quindi non per nostra  volontà!  Risponde alla lettera a mezzo PEC  e noi crediamo che sia finita lì … tant’è che quando ritorniamo in servizio pensiamo che sia tutto finito! ma ci siamo sbagliati, e tanto!!!!!

Il sottufficiale di corpo mi confida che il Comandante è adirato con me, perché visto che facevo parte della segreteria, non voleva che mi rivolgessi ad un legale (dovevo subire e basta secondo lui!) purtroppo io sono costretta a prendere di nuovo congedo parentale, non riusciamo più a sostenere le spese dell’infermiera, ed in più il bambino non fa progressi nella crescita (questo tutto documentato), quando presento la richiesta, mi viene di nuovo fatto capire che se vado in congedo verrò di nuovo allontanata dall’ufficio (questo perché la mia unica colpa è voler seguire un bambino che ha bisogno) decido che comunque non posso “abbandonare” il mio bambino quindi vado,prima di andare però ho un colloquio con il capo ufficio maggiorità, in cui ci mette al corrente sulle intenzioni del comandante, gli faccio notare che i gg che mi stanno contestando io avevo chiesto la retribuzione al 30% non al 100% e che loro hanno cambiato, chiama chi si occupa della pratica e scopro che è stato falsificato un documento, lui dice che ASSOLUTAMENTE non è possibile …

dopo tanti giri di parole nega addirittura che io sia mai stata impiegata nella segreteria( ho la lettera di impiego)  da li al primo venerdì che rientro in servizio il mio comandante di compagnia mi comunica che da quel momento,non potevo più recarmi nella segreteria se non “a chiamata”lo stesso per la sala museale, quando faccio presente che per l’ennesima volta  mi stavano discriminando  come militare,come donna, ma soprattutto come madre (  DPR 151 Articolo 56 comma 3) e mi sento rispondere che lui è il comandante e può fare quello che vuole (??????)  a metà del mese di gennaio viene fatta una lettera (non si sa da chi?!)  per andare a rapporto dal comandante di reggimento,a me era stato comunicato che era lui che ci voleva parlare!fatto sta che mi costringono ad andare mentre sono in congedo e con il bambino al seguito(visto che non ho nessuno) arrivo (pensando) che il comandante voglia sapere cosa sta succedendo, invece ci troviamo di fronte un ambiente ostile ed alquanto inquietante,vengo perfino sbeffeggiata per la falsa lettera (per aggiungere il danno alla beffa)  quando noi iniziamo ad esporre le varie problematiche, non possiamo neanche esporle, perché ci viene detto che  i problemi avuti prima del suo periodo di comando non ne vuole sapere  ( anche se era lui che rivoleva indietro i soldi di quando NON era Comandante di Reggimento) a quel punto il colloquio è terminato, poco prima di congedarci, il comandante mi mette al corrente che ha avviato un procedimento disciplinare nei miei confronti per un giorno di licenza usufruito tra 2 periodi di parentale ……

Quando a mio marito viene comunicato che doveva essere impiegato a strade sicure a Milano, fa richiesta di poter essere impiegato a Verona,visto il mio stato di salute,ma soprattutto quello del bambino, dato che Verona è a circa 1he 40 minuti, il comandante  da ordine che deve essere Milano o Camerino, non Verona, mio marito a quel punto si vede costretto a presentare domanda per l’articolo 17 , visto che a me precedentemente lo avevano tolto, fatto sta che il mio comandante risponde alla sua richiesta con lettera in cui lo informa che l’articolo 17 lo concedeva solo per la lettera A la non sovrapposizione, durante un rapporto gli viene espressamente detto che dei problemi del bambino lui non ci può fare niente, la sua azione di comando è quella di inviarlo a Milano,anche quando gli si fa presente che tale diritto non lo stava negando al militare padre, ma al minore! …. a quel punto chiediamo rapporto al ministro della difesa , io oramai esasperata dalla situazione,  convinta più che mai a volermi prosciogliere,all’inizio chiediamo rapporto per motivi di servizio, visto che però non fanno partire le pratiche per quello ci insospettiamo, e chiediamo rapporto per motivi personali, facciamo richiesta di accesso agli atti, e scopriamo che nel fascicolo di mio marito c’è un documenta che ci denigra dove vengo citata anche io!!! andiamo dal nostro avvocato e le diamo mandato per procedere …. Il comandante cerca in tutti  i modi di recuperare i documenti, visto che erano stati firmati (per autenticare la marca da bollo) dal capo ufficio maggiorità e personale! da quel momento è per noi l’inferno totale …… intanto il 22 dicembre vengo convocata in brigata per la mia richiesta di rapporto essendo motivi privati il generale non vuole sapere il perche,infatti mi chiedo la necessità di quel rapporto se già c’era la volontà di non voler sapere),ma sempre con la minima voglia di varcare quella porta!! quando a febbraio ascolto la notizia di quel ragazzo che si è tolto la vita a Roma, per la prima volta ho avuto paura dei miei stessi pensieri! perche invece di classificarlo come un gesto insensato, l’ho visto come una liberazione di tutti i problemi che ho!!! quel pensiero mi ha fatto rabbrividire perché l’ho visto come unica soluzione,tant’è che quando il comandante del …… chiama mio marito vado insieme a lui, attendo fuori con il bambino … dopo circa 1h di colloquio vengo chiamata in sede UFFICIOSA per dire la mia … in un paio d’ore gli racconto 1/5 forse di quello che ho subito, lui ci dice di stare tranquilli e che lui cercava di risolvere la situazione!! il giorno dopo, verso le 18.00 circa veniamo chiamati su utenza privata, e ci viene proposto di andare al comando xxxx  io come segreteria del comandante/sala museale …. mio marito a fare quello che fa attualmente ….. Accettiamo, e lui ci dice che a breve ci risentiremo. Il nulla, lo richiamiamo e ci dice di stare tranquilli che anche il comandante della brigata ci aspetta poi, di nuovo il nulla ieri mattina 5 marzo 2018 chiamiamo il DIPE per sapere a che punto erano i nostri trasferimenti e così scopriamo che si c’erano dei trasferimenti, ma per 2 sedi ( diverse ) xxxx (e per fortuna che avevamo detto al generale le problematiche che abbiamo con i 3 bambini nell’accompagnamento e ripresa a scuola,visto che io ancora non guido se no per brevi tratti) lo chiamiamo telefonicamente e lui ci dice di ricontattarlo stamattina x chiarire tutto,ma che se pure fosse non vede quale sia il problema delle sedi diverse (anche qui mi chiedo se gli ufficiali sono tutti così oppure boh..).  Comunque stamattina lo richiamiamo per sapere cosa succede,e lui, in malo modo tra l’altro ci risponde che lui ha altre cose a cui pensare, a Roma ci sono altre problematiche e che non possono pensare a noi e che il trasferimento lui lo ha già deciso quindi è così ….. a questo punto io sono stata UMILIATA E DENIGRATA  dal mio attuale Comandante di Reggimento, mi dividono da mio marito che attualmente è il mio unico supporto morale e psicologico, visto che mi voglio o prosciogliere o farla finita e peggio ancora non so come organizzarmi con i bambini, visto che attualmente andiamo con 1 macchina visti i problemi precedentemente elencati…ditemi voi se questa è vita

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