Statali in piazza oggi a Roma per la prima manifestazione di tutti i settori della Pa, dalla scuola alla sicurezza agli enti locali. “ Basta dilettanti allo sbaraglio al Governo “.

Dodici sigle appartenenti ai sindacati confederali di Cgil, Cisl e Uil hanno manifestato per chiedere lo sblocco dei salari, dopo che la contrattazione è ferma dal 2010. I sindacati sono pronti allo sciopero se il Governo non inserirà nella legge di Stabilità il finanziamento per gli stipendi, ad oggi congelato per il sesto anno.
In testa al corteo un grande striscione unitario sorretto dai leader dei sindacati. «Servizi pubblici perché servono, perché di tutti. Pubblico sei tu». In piazza palloncini con il volto del premier Renzi “pinocchio” e la scritta “Stai sereno” e fantasmi di pezza di lavoratori precari.  
«Bersagli» della piazza soprattutto il premier e il ministro della Funzione Pubblica, Marianna Madia. «Non ne posso più di Renzi e di Madia», chiariscono le magliette bianche indossate da tanti lavoratori. 
Camusso: «Senza risposte sarà sciopero». Dal palco della manifestazione, il segretario Cgil Susanna Camusso si è rivolta al governo: «Le risposte le vogliamo. Smettete di fare i dilettanti allo sbaraglio, non si può trattare la P.a. come se non fosse il centro, il perno dei servizi. Il lavoro è una cosa seria. Basta promesse, basta annunci». «Sappia il governo che se non ci saranno risposte» si andrà avanti «con lo sciopero della categoria» e non solo: «chiameremo tutti i lavoratori».
Furlan: «Avanti con tutti gli strumenti di lotta». «Fino ad oggi il Governo è stato sordo, speriamo che questa piazza gli sturi le orecchie, perchè noi andiamo avanti con tutti gli strumenti della lotta del sindacato confederale». Così il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan dal palco della manifestazione del pubblico impiego.
«Noi non accettiamo e non accetteremo un altro blocco dei contratti del pubblico impiego, dopo sei anni» di non rinnovo. «Per fare il lavoro ci vuole la contrattazione e la serietà della politica», ha aggiunto la Furlan, sottolineando che «nei 36 miliardi della manovra si devono trovare le risorse per i contratti pubblici, per la scuola, la sicurezza, la sanità e il sociale».

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