Strage di Nassirya. 16 anni dopo un’altro attentato.

Non era questo il modo con cui volevamo ricordare i nostri ragazzi caduti quel tragico 12 novembre di 16 anni fa nella strage di Nassirya, non certo con un nuovo attentato.

Di fronte a tali tragedie non resta che un muto silenzio rispetto alle speculazioni, ai distinguo, ai mille interrogativi che potrebbero scaturire nelle coscienze di ognuno di noi; ci sono dei morti e ci sono nuovi dolori personali e familiari che lasceranno segni indelebili e profonde ripercussioni sia psicologiche sia fisiche.

Quello che vogliamo sottolineare è il senso del dovere e l’abnegazione che uomini e donne delle forze armate italiane hanno e mantengono in ogni circostanza, anche la più drammatica.

E’ quell’orgoglio di appartenenza ad un Popolo, quello Italiano, alla sua Costituzione, al suo Parlamento, alle sue Istituzioni, che ci fa andare avanti sempre e comunque, coscienti soprattutto del fatto di essere supportati e sostenuti nel nostro compito, che all’apparenza potrebbe sembrare dovuto ma che nella realtà è consapevole rischio di sacrificare la propria vita ogni giorno per un bene supremo, più grande di noi singoli soldati, quello della nostra Patria a cui abbiamo giurato fedeltà.

L’atto di giuramento è qualcosa che va aldilà della firma di un contratto, di un riconoscimento economico, di un grado, di uno status; il giuramento è un atto di fede incondizionata, è la volontà di salvaguardare la possibilità di ognuno di noi e delle future generazioni di un benessere di un intero Popolo.

 «Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana, di osservarne la Costituzione e le leggi e di adempiere con disciplina e onore tutti i doveri del mio stato per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere istituzioni»

Il militare italiano non si aspetta di essere osannato come un eroe, ma rispettato si e lo si fa attraverso poche semplici regole, una delle tante è quella di sapere che i propri concittadini capiscano il grande sacrificio che giornalmente compie per garantire la sicurezza nazionale e internazionale.

Noi non facciamo politica, non ci interessa se al Governo della Nazione ci sia l’uno o l’altro schieramento, non fa parte dei nostri doveri essere di parte, anzi siamo al di sopra delle parti, siamo dalla parte della nostra Costituzione.

I nostri ragazzi morti in Afghanistan, in Iraq e in Patria o non, sono morti per onorare il giuramento di essere fedele alla Repubblica Italiana.

Assodipro

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