VALUTAZIONI – AVANZAMENTI E PROMOZIONI. Quanti sono i MARESCIALLI insoddisfatti e delusi ? Lettera di un Maresciallo. “ sono quasi 20 anni che vado avanti in questo modo – ci si sente abbandonati e senza risposte – comunque si lavora onestamente “

Assodipro Nazionale. Riceviamo e pubblichiamo.

Sono un maresciallo con circa 38 anni di servizio, lavoro nell’area tecnico amministrativa, faccio un lavoro come si dice di “tipo gestionale” inerente i contratti per il quale sono stato regolarmente addestrato e qualificato.

Un lavoro impegnativo dove è richiesta un’alta professionalità considerato che non di rado devo prendere in poco tempo delle decisioni che possono incidere in modo determinante sul buon andamento contrattuale, e quindi sul lavoro e la vita di tante persone. E’ particolare però come nonostante delle ottime valutazioni, e senza aver mai avuto nessun tipo di problema, legale o disciplinare, trovo a chiedermi perchè non sono idoneo per un semplice avanzamento, ritengo sia vergognoso che io come altri senza alcun tipo di demerito, non possiamo avere una carriera dignitosa come tanti nostri colleghi .

E’ ammirevole constatare che nonostate tutto,  proprio da parte di chi riceve questo trattamento, l’impegno verso il proprio lavoro non venga mai a mancare, anche se purtroppo devo constatare che ogni anno sempre troppe persone si domandino il perchè non si è stati promossi nonostante le loro ottime valutazioni, quando poi c’è chi questi problemi non li ha mai avuti.

Sono quasi venti anni che vado avanti in questo modo, e la cosa che fa più male è che ci si sente abbandonati proprio da chi con il tuo lavoro tuteli e aiuti, e che quando meno te lo aspetti ti girano le spalle, facendo finta di non conoscere i tuoi problemi. Molte volte mi domando come è strano il mondo, soprattutto quando mi reco nelle aziende dove ci sono i figli dei miei capi servizio o dei capi nucleo, e penso che hanno avuto proprio una bella fortuna, ad essere assunti e lavorare con il proprio padre, beati loro! Soprattutto di questi tempi, anche se poi riflettendoci attentamente, penso che quel posto,oltre al conflitto di interessi, sia di diritto del figlio di chi ha lavorato con merito in quell’azienda da oltre 40 anni. Ma il modo va cosi.

Ogni tanto mi viene sempre in mente una domanda che ho fatto molto tempo fa, e cioè se per caso era lecito congruire un preventivo dove dalla parte opposta del tavolo c’era un ex collega, ma fortunatamente mi è stato risposto che è tutto a posto, meglio così mi sono detto, pensavo il contrario. Ma il caso ha voluto che dopo parecchi mesi sono incappato in uno dei vari eventi sfortunati, e cioè mi sono ritrovato improvvisamente con le mie valutazioni abbassate, perche a quanto sembra non lavoravo quanto dovevo. Ne prendo atto (che devo fare?) ma alla mia domanda: quanto allora devo lavorare? NON HO AVUTO MAI UNA RISPOSTA. Mah! Cose strane, visto che  quando ne parli senti che non sei l’unico a farsi queste domande, e questo non è bello, soprattutto quando ti fanno la morale parlandoti di onestà e correttezza.

Visto come sono messo alla fine della mia onorata carriera, ho chiesto rapporto al mio superiore per rappresentare il mio disagio e rammarico per non aver seguito un percorso come molti miei colleghi, cercando di capire cosa ho fatto di tanto male per rimanere fermo tutti questi anni. Mi è stato risposto (dopo una lunga attesa) che devo farlo in forma scritta adducendo le giuste motivazioni; concordo!

Ma come cambiano le cose! ai miei tempi un maresciallo “anziano” trovava sempre aperta la porta quando lo chiedeva. Però alla fine devo dire che dopo tutto c’è anche una nota positiva e ne rendo merito e cioè che tra qualche anno, quando spero sarò su una bella amaca ai caraibi forse otterrò il grado di 1° Maresciallo (dovrei oggi essere un luogotenente) che attendo da quasi 15 anni, direi ottimo! Un tempo si diceva “meglio tardi che mai” , ma a volte le concessioni hanno il sapore dell’elemosina soprattutto per chi è onesto ed ha la sua dignità e chiede rispetto. Alla fine penso che questa mia situazione non sia poi cosi tanto casuale, e la cosa che più mi sconforta è che non sono l’unico, troppe persone hanno la loro storia da raccontare.  Dopo anni di servizio voglio fare una semplice constatazione e cioè che il mondo a volte è strano da comprendere, ma una cosa ho capito, che lavorare onestamente sia la migliore delle soluzioni, anche se a volte non ci si ritrova molto bene soprattutto se vivi delle situazioni che non ti sai spiegare, e che i compromessi servono a poco perche prima o poi qualcuno ti presenta il conto.

Lettera firmata

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