GLI ASPETTI PROCESSUALI DEL SEGRETO DI STATO SPIEGATI ATTRAVERSO LE REGOLE DEL CALCIO di Cleto Iafrate

Nel codice Rocco, quindi, l’ultima parola sulla sussistenza di una barriera all’accertamento, in caso di opposizione del segreto di Stato, spetta all’autorità politica, nella persona del Ministro per la grazia e la giustizia.

Trasportiamo la regola sul campo di calcio. Sarebbe come stabilire che l’arbitro, per assegnare un rigore alla squadra del popolo debba chiedere l’autorizzazione al Commissario tecnico dell’altra squadra; il che è, evidentemente, un’eresia.

 1a) il segreto nel periodo post-costituzionale

Con la Carta Costituzionale l’Italia si dà un assetto istituzionale completamente nuovo e confliggente con il passato. Si pensi, per esempio, ai principi di autonomia e indipendenza della magistratura, di separazione dei poteri, di sottoposizione dei giudici soltanto alla legge, (artt. 101, II comma, e 104, I comma, Cost.).

Nonostante la mutata concezione dei rapporti tra cittadino e autorità, il legislatore, inspiegabilmente, lascia invariato il quadro normativo del segreto. In particolare, non modifica l’istituto dell’autorizzazione ministeriale, quale condizione di procedibilità dell’azione penale. Ciò desta tanto più stupore se solo si considera il clima storico in cui tale sopravvivenza ebbe luogo.  Si considerino, per esempio, i casi Sifar, De Lorenzo, il processo sul cd. “golpe Borghese”, quello per la strage di Piazza Fontana, quello delle “schedature FIAT”. Numerosi sono stati i casi giudiziari che hanno trovato nel segreto di Stato un muro di gomma sul quale è rimbalzato addirittura il diritto di difesa e la

[1] «… il progetto non limita la portata delle sue disposizioni, ai soli segreti politici e militari, inerenti alla sicurezza dello Stato, … ma le estende a tutte le notizie, che nell’interesse dello Stato o, comunque, nell’interesse politico, interno o internazionale dello Stato, debbano rimanere segrete. E’ questa una necessaria conseguenza del diverso orientamento da me impresso a tutto il Titolo, le cui disposizioni debbano intendersi dirette alla protezione penale, non soltanto della sicurezza, ma dell’intera personalità dello Stato. Le notizie che debbono rimanere segrete … costituiscono quei ‘segreti di stato’ i quali possono avere l’oggetto più vario, dalla sicurezza politica e militare dello Stato alla solidità delle sue finanze …». Stralcio della Relazione del guardasigilli Alfredo Rocco sul progetto definitivo del codice penale dal vol. V dei Lavori preparatori del codice penale e del codice di procedura penale, a cura del Ministero della giustizia e degli affari di culto, Tipografia delle mantellate, 1929. (2)«… il progetto non limita la portata delle sue disposizioni, ai soli segreti politici e militari, inerenti alla sicurezza dello Stato, … ma le estende a tutte le notizie, che nell’interesse dello Stato o, comunque, nell’interesse politico, interno o internazionale dello Stato, debbano rimanere segrete. E’ questa una necessaria conseguenza del diverso orientamento da me impresso a tutto il Titolo, le cui disposizioni debbano intendersi dirette alla protezione penale, non soltanto della sicurezza, ma dell’intera personalità dello Stato. Le notizie che debbono rimanere segrete … costituiscono quei ‘segreti di stato’ i quali possono avere l’oggetto più vario, dalla sicurezza politica e militare dello Stato alla solidità delle sue finanze …». Stralcio della Relazione del guardasigilli Alfredo Rocco sul progetto definitivo del codice penale dal vol. V dei Lavori preparatori del codice penale e del codice di procedura penale, a cura del Ministero della giustizia e degli affari di culto, Tipografia delle mantellate, 1929

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