IL TITOLO DI STUDIO ALL’INTERNO DELLE FORZE DI POLIZIA AD ORDINAMENTO MILITARE NON VALE UN “CIPPO” – di Cleto Iafrate

Le cose stanno lentamente cambiando per la categoria dei sottufficiali e militari di truppa, ma in passato gli atenei italiani hanno fatto a gara a chi poteva essere più generoso nell’accreditare gli attestati formativi emessi dalle scuole militari. D’altra parte più iscritti si hanno e più fondi si ricevono, oltre alle tasse d’iscrizione.

 Oltre al titolo di studio, che superato il regime transitorio del riordino delle carriere sarà pre-requisito fondamentale per partecipare ai concorsi per il ruoli superiori, danno diritto ad un punteggio incrementale il giudizio di sintesi del rapporto informativo[1]; le onorificenze militari (le medaglie – d’oro, d’argento e di bronzo – al valor militare). E le ricompense militari, ovverosia gli encomi e gli elogi che il militare ha ricevuto nel corso della sua carriera. Infine i corsi sostenuti e le qualifiche acquisite.

L’ultimo concorso indetto dalla Guardia di finanza[2] per il passaggio di ruolo, riservato agli appuntati e finanzieri del Corpo, assegna ad una laurea magistrale nr. 1,000 punto.

Il diploma di maturità vale 0,700 punti e la licenza di terza media 0,150 punti.

Ai fini concorsuali, quindi, un dottore in Economia e Commercio partecipa con un vantaggio di 300 millesimi di punto rispetto al collega diplomato.

Il ragioniere, invece, ha un vantaggio di 550 millesimi di punto rispetto al collega con la licenza media; quest’ultimo, a sua volta, avrà un vantaggio di 150 millesimi di punti rispetto all’agente di polizia tributaria e giudiziaria con la licenza elementare. A tal proposito si consideri che “fino al 1989 era sufficiente, quale requisito per il reclutamento del personale nelle carriere iniziali del Corpo della Guardia di finanza, la sola licenza di scuola elementare. Pertanto (…) sono tuttora in servizio aliquote di personale nel suddetto ruolo in possesso della sola licenza elementare”.

Parola di Ministro delle Finanze[3].

 Ci si chiede: i vantaggi derivanti dal titolo di studio sono decisivi ai fini dell’utile collocamento in graduatoria?

Per rispondere a questa domanda occorre esaminare per comparazione almeno un altro titolo che dà diritto ad un punteggio incrementale.

[1]                  Si tratta di una valutazione che il superiore periodicamente esprime nei confronti del dipendente, relativa a diversi aspetti caratteriali e professionali, tra cui il rendimento. Essa si conclude con un giudizio di sintesi che può essere: eccellente con lode, eccellente, superiore alla media, nella media, inferiore alla media o insufficiente. Ad ognuno di questi giudizi il bando di concorso attribuisce un diverso punteggio incrementale (per completezza d’esposizione, si veda anche quanto riportato nella successiva nota n. 6).

[2]                 Concorso, per titoli ed esami, per l’ammissione di 240 allievi vicebrigadieri al 22° corso, riservato agli appartenenti al ruolo appuntati e finanzieri del Corpo, indetto con FOGLIO D’ORDINI N. 14 del 28 dicembre 2017.

Link che rimanda alla notizia:

            http://www.gdf.gov.it/concorsi/concorsi/anno-2017/vicebrigadieri-240-allievi-vicebrigadieri.

Link che rimanda al bando di concorso:

            http://www.gdf.gov.it/concorsi/concorsi/anno-2017/vicebrigadieri-240-allievi-vicebrigadieri/allegati/foglio-dordini.pdf/at_download/file.

[3]                  Così il Ministro delle Finanze in occasione della seduta n. 385, in data 4 marzo 2015.

L’ENCOMIO, che può essere semplice o solenne, è una ricompensa che il superiore concede a quei militari che si distinguono per lodevole comportamento o per aver compiuto in servizio atti speciali/eccezionali. La ricompensa, trascritta negli atti matricolari dell’encomiato, è spendibile in tutti i concorsi e graduatorie militari (trasferimenti, avanzamenti, ecc…).

C’è chi ha definito gli encomi come una “vitamina per la carriera”.

Nel concorso in esame, per esempio, un encomio solenne vale 100 millesimi di punto (0,100); ciò significa che ad un perito agrario bastano 3 soli encomi per azzerare il vantaggio derivante da una laurea in Economia e Commercio o in Giurisprudenza.

Altro che vitamine! Qui ci troviamo di fronte a vere e proprie sostanze dopanti! 

Chissà come saranno eccezionali questi atti compiuti!

Come se ciò non bastasse, il vantaggio derivante dalle ricompense militari risulta quasi sempre accresciuto dal peso dei giudizi annuali caratteristici; ciò in quanto gli encomi per lodevole comportamento, normalmente, non si concedono ai militari valutati nella media, inferiore alla media o, peggio, insufficiente[1].

Giunti a questo punto, la domanda è d’obbligo: quali sono questi atti eccezionali che permettono di risalire tanto repentinamente le graduatorie concorsuali, al punto da azzerare addirittura il vantaggio derivante da una laurea? Talmente eccezionali da elevare, ai fini concorsuali, militari privi di titolo di studio al di sopra di ragionieri e perfino di dottori in Economia e in Giurisprudenza?

Intorno alle motivazioni alla base delle ricompense militari c’è tanto mistero; esse sono ben custodite tra le mura delle caserme. Ogni tanto però qualche motivazione trapela all’esterno per finire sugli organi d’informazione.

Emerge, innanzitutto, che gli encomi vengono tributati sempre con toni pomposi e linguaggio magniloquente e ampolloso tipico delle celebrazioni militari.

Di seguito saranno enucleate alcune motivazioni pubblicate su fonti aperte che hanno dato luogo ad altrettanti encomi:

[1]                  Un militare che nei dieci anni precedenti l’emanazione del bando sia stato giudicato “eccellente con apprezzamento e lode” nel concorso in esame vanta un ulteriore extra-punteggio pari a 650 millesimi di punti che andrà a sommarsi a quello derivante dalle ricompense. Orbene, un encomio per atti eccezionali, di norma, lo riceve chi è già valutato ‘eccellente’ o ‘superiore alla media’. Giudizi lusinghieri e ricompense spesso coesistono e viaggiano a braccetto.

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