QUANDO IL GIOCO SI FA DURO – NON CI STANNO, SEQUESTRANO IL PALLONE E SCAPPANO DA TRE ANNI RIMASTE NEL CASSETTO NORME GIA’ APPROVATE DAL PARLAMENTO. QUALCUNO SI SVEGLIA

E PUR SI MUOVE…

Eppure, benché i testi erano stati sottoposti al vaglio degli Uffici Parlamentari e dello stesso Parlamento, la Commissione Difesa della Camera  li aveva approvati fin dal 20 dicembre 2013 ( Relatrice l’on. Rosa Villecco Calipari) ancora una volta è scattato il pollice verso di certi personaggi, attivisti dell’occulto, che nascondono gli atti e quando vengono scoperti, lo stravolgono e ne alterano il significato. Fantasie? Ricordiamo allora il caso del Decreto del 7 maggio 2014, che per mesi si “ era perso” nei meandri della Difesa, nel tragitto da un piano all’altro di Via XX Settembre. Successivamente emanato, applicato e ancora messo in dubbio assieme al Decreto del 24 luglio 2015 nella fase più delicata, quella dell’applicazione.

 

AMARA IRONIA, NORME DA “ OPPORTUNITA’ ”  ( PER CHI?) E NORME ETICHE

A proposito di trame ricordiamo con amara ironia quella perpetrata presso la Commissione Difesa del Senato. Quello che si è riusciti a combinare in pochi minuti. Una “ mano morta” nel corso  dell’approvazione sempre dello stesso Atto n. 32. Con una autentica azione “ militare” degna di una speciale  entità non certo astratta   degna di 007, sotto le spoglie di un proponente  ignoto ( era alla Presidenza il sen. Nicola LA TORRE)  complice anche  l’ignoranza nella materia, l’indifferenza di molti, l’abilità e la destrezza di un manipolo, il giorno prima  del 20 dicembre 2013, il giorno 19,  quella Commissione era riuscita a cancellare, sotto l’ambiguo ed equivoco  termine di “ semplificazione” chiamando quella squallida operazione sotto la formula  “ valuti l’opportunità” quanto era stato costruito con decenni di difficoltà con l’aiuto di molti deputati e senatori di tanti Gruppi e in special modo anche del  Gruppo Parlamentare del Presidente,  comunque denominato,  vale a dire la protezione senza se e senza ma, dei  diritti fondamentali  per quelle famiglie un po più deboli delle altre. Vale a dire l’intero articolo 286 comma 4.del Testo Unico del Decreto Legislativo n.66 del 15 marzo 1910.  E chi avrebbe dovuto “ valutare l’opportunità? Sarebbe a dire chiedere al lupo  il permesso di  mangiare l’agnello. Quei Senatori con quale faccia si presenteranno agli elettori per essere rieletti.?  Qualcuno , sarebbe auspicabile, che “valutasse l’opportunità”  di rinfrescare loro la memoria CASADIRITTO ricordando in questo Report  lo squallido episodio, lo sta già facendo.

 

DUE  DATE DA RICORDARE: 19 DICEMBRE  E 20 DICEMBRE 2013

 

Quella vergogna chiamata “opportunità” come viene riportato dagli Atti Parlamentari del resoconto del 19 dicembre 2013, noi la ripeteremo per sempre e  l’ eco  l’avranno per sempre nelle loro  orecchie a futura memoria. Per potersi meglio apprezzare,  ritrovino il Verbale di Seduta, si contino fra loro e si guardino allo specchio. Poi, con calma, arrivino ad una conclusione. Forse proprio per quello, da quel giorno, molti di quei senatori, avendo molto da nascondere e poco di cui andare fieri, , ci temono moralmente, perché sanno quello che hanno combinato e ci evitano. Al cambio, dopo tre anni, pensiamo che la loro impresa non li riempia di orgoglio, e non   li avvantaggi presso la gente perbene. Ci scusino i nostri lettori per i toni talvolta forti, ma chi ha vissuto dal vivo quelle situazioni e sa che  è  un  dovere  farlo sapere. Si tende a dimenticar facilmente , E noi invece, lo ricordiamo fino  noia.  Poi i toni sono alti e la forma, purtroppo è quella che è .Per taluni è pessima per altri è ottima. Ma noi siamo fatti così.

Quelle norme del 19 dicembre 2013, quelle della vergogna,  sono state  rapidamente accolte all’interno del Testo Unico. Invece le norme aggiuntive approvate dalla Commissione Difesa della Camera, il giorno dopo, il 20 dicembre 2013, quelle etiche dell’usufrutto e delle vendite all’asta, facenti parte dello stesso Atto n.32, ancora sono giacenti, inerti, dentro un cassetto della Difesa.

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