E per l’empatia come siamo messi ? E la domanda è volutamente provocatoria atteso che , come detto , sembra che essa sia ormai una (psico) dotazione fondamentale di chi si trovi a dover dirigere strutture umane e con funzioni di direzione o di comando che dir si voglia.
E’ una dote naturale ? La si può costruire ? Se viene inserita come qualità di base nelle capacità di comando possono esserne esentati coloro i quali non l’hanno ?
Proviamo ad analizzare .
Parte delle moderne scienze psicologiche sostiene che il funzionamento umano avverrebbe sulla base di alcune fondamentali emozioni che regolerebbero tutta la nostra vita. La “ragione” in realtà sarebbe di fatto un arbitro piuttosto limitato (e confinato in strutture cerebrali in un ambito di recente formazione filogenetica) e quasi del tutto illusorio in quanto queste emozioni di base, combinandosi, darebbero luogo alla maggior parte dei comportamenti umani. Ivi comprese le regolazioni. ( Ipotesi dei marcatori somatici cfr. Damasio, in L’errore di Cartesio ) .
Per altri versi le emozioni sarebbero modelli comportamentali , frutto di millenni di evoluzione , e strumentali alla sopravvivenza.
La base , evidentemente, non sarebbe basata sul cuore ma su complesse interazioni di più regioni cerebrali attivate da trasmissioni neuronali che agiscono a mezzo di potenziali elettrochimici. Spiace deludere il lettore sentimentalista ma sostanzialmente il nostro modo di agire e o sentire altro non è che un complesso circuito di scarica o non scarica elettrica (depolarizzazione della membrana neuronale o iperpolarizzazione della membrana neuronale ) che attiva il rilascio di molte sostanze chimiche ai più conosciute sotto il nome di adrenalina, serotonina , ecc. , che a loro volta attivano o impediscono ulteriori processi elettrici di pochi millivolt in un processo a cascata coinvolgente alla fine determinate regioni dell’encefalo, in un intricato schema di fasci assonali trasmittenti e dendriti riceventi.
Si potrebbe non essere d’accordo ma evidentemente si deve convenire che se avvertiamo una scossa di terremoto ciò che agisce in noi è una emozione e cioè la paura che tende a farci mettere in salvo o se ci irritiamo per una ingiustizia ciò che agisce in noi è una emozione detta collera che in qualche maniera ci difende o , se non attivata , ci rende succubi di quella situazione che la collera ha rilevato o , altrettanto evidentemente , non potrei affrontare una situazione impegnativa se non vi fosse quella attivazione fisologica – emozione che tutti noi conosciamo col nome di ansia (sebbene spesso l’ansia rientri in molteplici altre condizioni della nostra vita ) od ancora altrettanto si potrebbe dire della gioia o della tristezza , o dei meccanismi dell’asse ipotalamico ipofisi surrene, attivatori della risposta allo stress.
Così che a ben guardare rimane molto poco spazio per la ragione che probabilmente altro non è che la automodulazione della stessa emozione , innescata da fattori cognitivi in un circuito di feedback nell’ambito di un processo che vede , attivazione a mezzo dello stimolo , reazione fisiologica , inferenza e riconoscimento della reazione e classificazione di ciò che si sta provando e successiva automodulazione e infine risposta comportamentale. Con tutte le variabili del caso. Che non sono poche e diverse da ognuno a ognuno.
Va precisato, per inciso, un concetto che dovrebbe essere chiaro : emozione non vuol dire irrazionalità (come nel gergo popolare del termine ) ma sofisticato sistema-modello di azione nella relazione col mondo esterno.


